Vi è una misteriosa isola italiana, un luogo da sogno che per molti anni non è stato possibile visitare ma che adesso apre le sue porte ai turisti. Si tratta di un gioiello di appena diciassette ettari, immerso nel Lago di Bolsena, conosciuto per essere il più grande bacino di origine vulcanica dell’intero continente europeo. È proprio qui, nelle acque scure del lago, che si trova l’Isola Bisentina, un isolotto privato che adesso si può finalmente visitare, grazie ai battelli che partiranno da Capodimonte e da Bolsena. Un viaggio indimenticabile in un’isola avvolta nel mistero.

L’antica storia dell’Isola Bisentina

Un tempo, quest’isolotto – pieno di distese verdi e di bellissimi palazzi antichi – apparteneva alla principessa Maria Angelica del Drago e al principe Giovanni, suo fratello minore. Probabilmente a causa di problemi finanziari, quest’antica e potente famiglia italiana fu costretta a mettere in vendita l’isola verso la fine dell’Ottocento, fissando come prezzo iniziale sei milioni di euro. Vista l’entità della cifra, nessuno acquistò tale gioiello abbandonato a se stesso per più di un secolo, senza alcuna manutenzione. Finché i proprietari dell’antica casa farmaceutica Rovati non sono scesi a patti con la famiglia del Drago, concludendo felicemente la trattativa.

I nuovi proprietari hanno potuto rendere accessibile l’isola solo recentemente, dopo una serie di vicissitudini e problematiche legate alla pandemia e all’emergenza sanitaria. In occasione dell’evento, la famiglia ha fatto installare un’opera d’arte contemporanea nel cuore di quest’isolotto che si confonda con la sua fitta vegetazione.

Un paradiso terrestre in provincia di Viterbo

L’installazione, che si intitola “Coltivare l’arte”, è solo una delle tante attrazioni di questo splendido luogo, sito nella parte occidentale del Lago di Bolsena. L’isola è gremita di ulivi secolari e di bellezze storiche, in primis sette cappelle, splendidamente conservate nel tempo, risalenti probabilmente al XV secolo. Affascinanti chiese si nascondono nel mezzo della natura incontaminata, come il convento di San Francesco, un luogo ignorato per secoli ma gremito di bellissime opere architettoniche, come la Rocchina e la cappella del Crocifisso, con i suoi splendidi affreschi risalenti al Quattrocento.

Da non perdere è il tempietto di Santa Caterina, caratterizzato da un’inconsueta pianta ottagonale e da un colombario etrusco splendidamente conservato. A pochi passi dal tempio, sorge il Malta dei Papi, un famoso carcere dove venivano rinchiusi tutti gli ecclesiastici ritenuti colpevoli di eresia. È incredibile che tale patrimonio storico sia stato ignorato per secoli, sepolto sotto quasi duecento specie di piante spontanee. Non mancano, inoltre, antichissime iscrizioni d’età romana e notevoli ceramiche etrusche, recentemente rinvenute durante gli scavi.

Un luogo di passaggio per il regno ultraterreno di Agarthi

Nonostante il suo ricchissimo patrimonio storico, l’isola non è abitata in maniera continuativa. Infatti, ha ospitato molte popolazioni nomadi probabilmente fino al V secolo d.C. Una volta caduto l’Impero Romano d’Occidente, un gruppo di ecclesiastici non si trasferì stabilmente. Infatti, questi membri della Chiesa fuggivano dalla penisola italiana, ormai nelle mani degli Ostrogoti, e inizieranno presto a costruire le prime basiliche e i primi luoghi di culto, isolandosi completamente dal resto del mondo. Eppure, al di là di questi avvenimenti storici, circola un’antica leggenda sull’isola Bisentina. Un’antica storia che non manca di fascino. Infatti, molti ritengono che questo isolotto sia in realtà un luogo sacro e leggendario, un passaggio segreto per il regno di Agarthi.

Circolano molte storie su questo regno ultraterreno, che apparteneva ad una civiltà evoluta e pacifica. Un popolo a contatto con gli alieni, che avrebbe aiutato l’umanità in caso di pericolo e che ha disseminato varchi e luoghi di passaggio in tutto il mondo. Per esempio, in Egitto, all’interno della Sfinge vi è un tunnel inesplorato che pare condurre ad Agarthi, e così anche nella foresta Amazzonica. La sua recente riapertura ha incuriosito molti turisti, pronti a scoprire dove si trovi il misterioso passaggio. Ma, al di là della leggenda, è un viaggio che è necessario compiere per conoscere questa misteriosa isola italiana, cristallizzata nel tempo. Un unicum di incredibile bellezza “made in Italy”.

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