La sostenibilità diventa glamour, il riuso fa esplodere la creatività. Laura Iermano con la sua collezione di borse sostenibili Mat-b è riuscita a coniugare il rispetto per l’ambiente e l’attenzione per la moda. Nelle sue mani, gomma bolli, moquette, linoleum, i cosiddetti scarti edili, diventano materiali preziosi che danno vita ad oggetti esclusivi. Il postulato di Lavoisier: “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, passa dalle criptiche formule matematiche alla realizzazione artigianale e manuale.

intervista Laura Iermano borse sostenibili mat b Life&People Magazine

Borsa Mosca – Laura Iermano – Ph © Felix Peter

Laureata in architettura, Laura, durante la pandemia, riesce a trasformare una passione in un nuovo lavoro. Da architetto si era dedicata al concetto di riciclo svolgendo un’attività di ricerca insegnando alla facoltà di Architettura di Roma. Poi una tesi di dottorato sul tema del riuso di edifici dismessi. Lei, che ha fatto del rispetto per l’ambiente uno stile di vita, in pieno lockdown, nel periodo più difficile per tutti, ha iniziato a creare borse riutilizzando proprio quei materiali avanzati dai cantieri che aveva custodito gelosamente per anni.

“Mi piace l’idea di trasformare qualcosa che già esiste, mi piace pensare che tutto possa avere una seconda vita”.

I prodotti e gli accessori creati da Laura Iermano sono pensati e dedicati a donne impegnate, dinamiche, interessate al binomio lavoro-relax che scandisce le giornate al ritmo di riunioni di lavoro e cene con amici come dimostrano le sue melting Bag, che sono composte da più elementi scomponibili. Complete la mattina quando si esce per andare al lavoro: una borsa grande e comoda, diventa pochette per la cena con gli amici. Pezzi unici legati ai materiali disponibili e alla continua sperimentazione della designer.

Abbiamo incontrato Laura Iermano nel suo laboratorio in via Festo Avieno a Roma per saperne di più

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Borsa San Francisco – Tabita Frollini

Da architetto a designer di borse. Come nasce questa idea?

In realtà coltivavo questo sogno da tanti anni. Non l’ho mai realizzato prima perché, con il mio lavoro, ovviamente non ne avevo il tempo. Con l’inizio della pandemia e il lockdown ho cominciato a concretizzare questo progetto. Era tutto fermo, eravamo chiusi in casa e abbiamo dovuto iniziare a riempire giornate che sembravano infinite. In quel momento ho capito che potevo provarci.

Si ricorda il momento in cui ha detto: “Da oggi inizio a creare borse”?

Si, certo. Era di notte. Come molti durante il periodo di isolamento non riuscivo a dormire perché non c’era più la scansione del tempo tradizionale. Quindi ho preso il materiale edile che conservavo da anni e ho iniziato a lavorare. Non avevo gli strumenti del mestiere, nemmeno un taglierino. Non mi sono persa d’animo, ho messo tutto il materiale sulla scrivania, forbici e coltelli e dopo qualche ora ho creato il mio prototipo che è diventata poi la “borsa Parigi”, la mia prima creazione, dedicata alla città che amo moltissimo. Guardandola ho capito che aveva un valore estetico e sono andata avanti.

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Borsa Los Angeles

Chi ha creduto per primo in lei e l’ha spinta a trasformare questa passione in una vera e propria attività lavorativa?

Il mio primo sostenitore è stato mio marito, Domenico. Lui ha subito creduto in me e mi ha spronato a perseverare. Ha capito immediatamente che la mia creatività e le mie idee potevano essere vincenti. Oggi io mi occupo della parte creativa e artigianale, lui di tutta la parte organizzativa e amministrativa. Ha creato anche un sito on-line, per ammirarle, curiosare ed eventualmente acquistarle.

Le sue borse hanno i nomi delle città…

Mi piace l’idea di guardare la borsa che ho appena creato e percepire la sensazione che mi trasmette abbinandola a un ricordo, un viaggio che ho fatto. In base a quello che ho in mente assegno il nome della città alla creazione. Non so, è una questione sentimentale, di empatia. Una scelta che mi aiuta anche sul piano pratico quando devo catalogarle.

Il nome della prossima borsa?

La chiamerò Tallinn, città dell’est. Penso spesso a quello che sta succedendo in questo periodo di guerra, mi dispiace vedere città molto belle distrutte. E’ un modo per avvicinarmi a quella parte del mondo, a quei posti bellissimi.

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Borsa Mosca – Giorgia Bernardini

La sua prima borsa, Parigi, fa parte della collezione di punta Melting-bag

Si, sono borse componibili, pensate come entità uniche ma composte da elementi che si possono staccare ed essere utilizzati da soli. Una shopping bag alla quale si può applicare una piccola borsa per avere più spazio. Ci sono molti modi per portarle ed indossarle a seconda delle esigenze. Smart bag adatte ad un pubblico contemporaneo che si muove velocemente in contesti diversi senza mai rinunciare all’originalità.La collezione Mat B

 è composta di borse “sostenibili” che puntano a dare nuova vita a materiali già esistenti. Oggetti esclusivi che possono incontrare il gusto e le esigenze di teenager, giovani mamme, donne in carriera. A ciascuno la sua Mat-b per stupire con un tocco di originalità.

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