Questa è una storia che all’apparenza potrebbe sembrare provenire da un romanzo distopico. Una crudele dittatura, un carismatico ma spietato leader politico, un gruppo di coraggiosi membri della resistenza che fa di tutto per mettere i bastoni fra le ruote al nemico. Ma non è un film, non è una storia narrata da un grande autore della letteratura: tutto questo è realtà e corrisponde a ciò che sta accadendo fra Anonymous e la Russia di Vladimir Putin. Anonymous non vuole darla vinta alla Russia e ha annunciato su Twitter di aver violato e messo in rete i dati personali relativi a 120mila soldati russi che partecipano alla guerra e all’invasione in Ucraina. 

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Pubblicando i nomi dei soldati della Russia, Anonymous ha dato il via ad una nuova fase della guerra

Fino a questo punto, nessuno conosceva nomi e cognomi dei membri delle milizie russe che nell’ultimo mese e mezzo hanno messo sotto assedio l’Ucraina. Ma ora tutto è cambiato. “Tutti dovrebbero essere portati dinanzi a un tribunale “per crimini di guerra” ha denunciato il collettivo di hacker sui social, consapevole del peso strategico e psicologico che un’azione del genere avrà nell’ampio contesto bellico. Non dev’essere facile, in effetti, per i soldati russi sapere che non solo gli ucraini ma il mondo intero, da questo momento in poi, hanno libero accesso ai loro dati. Anonymous ha reso disponibile tutto: abbiamo le date di nascita, gli indirizzi, i numeri di passaporto e le unità militari di riferimento dei soldati.

La scelta di Anonymous è molto probabilmente legata a ciò che è accaduto a Bucha

Quando parliamo di crimini di guerra è evidente che ci riferiamo a ciò che è accaduto nella cittadina ucraina nei giorni scorsi. Le sconvolgenti immagini hanno fatto il giro del mondo, lasciandoci senza parole e riportando alla nostra memoria i massacri perpetrati nella ex Jugoslavia ormai 30 anni fa. A Bucha i russi hanno lasciato una scia di sangue imperdonabile, con decine di civili brutalmente assassinati e gettati in fosse comuni o persino per la strada.

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Quanto fatto da Anonymous con i soldati russi, in ogni caso, sembra essere soltant0 l’inizio

Il collettivo di hacker non ha intenzione di fermarsi qui. Anzi, tutto il contrario. Rendere disponibili i dati dei soldati russi è semplicemente uno dei numerosi elementi di una strategia con la quale ha intenzione di mettere i bastoni fra le ruote al regime russo e soltanto l’ultima azione aggressiva in ordine temporale. Non appena l’invasione è iniziata, infatti, gli hacker si erano immediatamente messi all’opera. Già a inizio marzo, il collettivo mascherato aveva attaccato la televisione russa. Anonymous era entrato nei sistemi della tv sovietica, riuscendo a trasmettere solo ed esclusivamente contenuti in lingua ucraina, come alcune canzoni tradizionali. Fra i canali violati troviamo Rossiya 24, Channel One e Moscow 24, che hanno così smesso di trasmettere le solite immagini della propaganda di Putin, che da anni racconta al popolo russo una verità funzionale a quella che in molti ancora oggi definiscono come una vera e propria dittatura. E non finisce certo qui.

Di recente, il collettivo ha attaccato persino la chiesta ortodossa.

Come dichiarato su Twitter, Anonymous ha sottratto oltre 57 mila e-mail (per un totale di 15 gigabyte) legate alle attività di beneficienza dell’istituzione. In ogni caso, vista la natura dei dati ottenuti, il bottino non sarà condiviso pubblicamente online ma fornito esclusivamente a ricercatori e giornalisti. Ma perché attaccare la chiesa ortodossa? Il motivo è da ritrovarsi nel patriarca Kirill, che è da sempre un supporter del presidente Putin e che, nei giorni scorsi, aveva giustificato l’invasione russa in Ucraina

A fine marzo Anonymous aveva colpito anche la Banca Centrale Russa

Non solo l’informazione. Anche l’economia è stato uno dei principali obiettivi del misterioso collettivo. Un attacco a 360°, dunque, dove il nemico è stato circondato. perdendo giorno dopo giorno pezzi fondamentali e indebolendosi come mai prima d’ora. L’account @youranontv, collegato all’organizzazione, aveva a proposito twittato:

“Il collettivo Anonymous ha hackerato la Banca centrale russa. Oltre 35 mila file verranno pubblicati nelle prossime 48 ore. Fra questi ci sono anche contratti segreti”.

Una battaglia, questa, che come dichiarato dallo stesso collettivo “Continuerà fino a quando la Russia non fermerà la sua aggressione”. Il mondo intero, nel frattempo, resta a guardare con il fiato sospeso e con la speranza che tutta questa follia finisca, una volta e per tutte e il più rapidamente possibile.

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