La direttrice creativa di Chloé, Gabriela Hearst, per la collezione autunno inverno 2022 2023, si interroga ed esplora etiche sostenibili sul tema del rewilding;

il processo di conservazione in cui la natura può rigenerarsi da sola se indisturbata. Si è ispirata alla scrittrice Isabella Tree, leader in ecologia e sviluppo sostenibile e pioniera del rewildinge.

Gabriela Hearst, designer di Chloé dal 2020,

nata in Uruguay con un’eredità multiculturale, ha finora fatto dell’ecologia il fulcro della sua permanenza nella casa di moda.

chloé autunno inverno 2022 2023 Life&People Magazine Ancor prima della sua esperienza in Chloé ha gestito la sua omonima etichetta di New York ad emissioni zero. Fondata nel 2015, lo stesso anno in cui ha iniziato a gestire, a distanza, il ranch di 17.000 ereditato dal padre nell’Uruguay occidentale. La designer attribuisce il suo approccio ecologistico e circolare alla crescita in un ranch, che le ha trasmesso non solo l’amore e il rispetto per la natura, ma anche la capacità di lavorare con risorse limitate e riciclate. La missione di Gabriela Hearst è quella di trasformare l’aspetto della moda di lusso in sostenibile e l’obiettivo di Chloe, in linea con la sua missione, è di arrivare al 2025 con un impatto dei materiali del 90% inferiore.

Siamo consapevoli della crisi climatica, ma ora è il momento di iniziare a visualizzare il successo climatico“,

le sue parole.

chloé autunno inverno 2022 2023 Life&People Magazine

La Hearst, all’interno di una famosa serra parigina, ha voluto concretizzare la speranza che il danno ecologico possa essere invertito.

Lo sfilata Chloe autunno inverno 2022 2023, ambientata negli interni cosparsi di sabbia di una serra parigina, decorata con i colori della crisi climatica, non ha fatto eccezione. Con i colori arancio mandarino brillante, vermigli e rossi in contrasto con i neri, ha evocato una foresta distrutta dal fuoco. Mentre i toni chiari dei bianchi, dei creme e dei beige hanno simboleggiato lo scioglimento dei ghiacciai e la siccità. Per la sfilata, Gabriela Hearst ha gettato le basi per uno spettacolo etico, creando un set interamente riciclabile.

Fedele allo spirito spesso sobrio che anima le sue collezioni, la designer ha tratto ispirazione da “fratello Sole e sorella Luna”.

Il film di Franco Zeffirelli del 1972 sulla vita del Santo Patrono degli ecologisti, San Francesco, ha ispirato maniche a sbuffo, linee semplici, motivi smerlati e maglie che abbracciano il corpo. Silhouette essenziali, che giocano su trame leggermente contrastanti, hanno infuso un tratto ascetico a cappotti lunghi con smerli e balze e ad abiti di pelle disadorni. Una sartorialità semplice e rigorosa, in una tavolozza scura e terrosa, illuminata di gialli e arancioni.

chloé autunno inverno 2022 2023 Life&People Magazine La maglieria è espressa in motivi mouliné, tipici del ricycling, su poncho e abiti bohémien ricchi di energia e tempestati di pietre. Canotte bianche e abiti con maniche a palloncino hanno ripercorso i trend più in voga del momento.

La sfilata ha oscillato tra tailleaur con pantaloni maschili e sovrapposizioni di gonne e abiti svasati in pelle, e maglieria dall’aria vagamente peruviana. Sul finale la modella Amber Valletta, con un trucco minimale, ha sfilato lungo la passerella coperta di sabbia con un lungo cappotto patchwork. Un modello rappresentativo dell’impegno di Chloé; realizzato dalla leggendaria comunità di donne afroamericane dell’Alabama “Gee’s Bend” con gli scarti di lavorazione della collezione.

chloé autunno inverno 2022 2023 Life&People Magazine Nel passaggio tra generazioni di donne in una remota comunità nel sud dell’Alabama, i Quilts di Gee’s Bend aggiungono uno straordinario tassello all’espressione etica della collezione Chloé.

Anche gli accessori corrispondono alla visione della designer

Scarpe da trekking con suola riciclata, sneakers nella tavolozza dei colori organici della collezione e stivali da cowboy in tinte audaci, hanno definito i look tra il monastico e il country. Abiti e borse dipinte a mano con motivi naturalistici si sono intercalate a borse più lineari e pulite, come la bag “Edith” di Chloé purificata nell’estetica.

Una collezione in cui la pelle, non vegana, è dominante, ha lanciato una divergenza con Stella McCartney, sulla coerenza rispetto alla visione ecologista. Visione per la quale la designer ha risposto:

“Per me, la pelle è un sottoprodotto dell’industria della carne. Quindi, un prodotto di scarto che va utilizzato”.

Una pelle proveniente da fornitori italiani, i cui processi di concia sono conformi agli standard ambientali europei. Una visione in realtà coerente con l’utilizzo di tutti i sottoprodotti di altre produzioni.

chloé autunno inverno 2022 2023 Life&People Magazine Le collezioni Chloé e la visione etica di Gabriela Hearst incontrano da anni il gusto di star come Demi Moore e Maria Sharapova, presenti alla sfilata.

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