Fin dalla nascita, l’essere umano si sottopone ad una serie di stimoli e stress che lo portano continuamente a rapportarsi con tutto ciò che lo circonda. Confrontarsi con gli altri è un atteggiamento positivo per capire i propri limiti e per poterli superare. Il paragone assume un’accezione negativa nel momento della comparazione, quando si sceglie cosa sia giusto e cosa sia sbagliato, quando delle peculiarità, come le culotte de cheval, diventano difetti perché considerate meno comuni rispetto ad altre, questo porta alla ricerca di rimedi considerati necessari per essere accettati. 

Nel fashion system è evidente la capacità di influenza delle masse, in cui si valuta l’essere in base al suo aspetto e i suoi gusti.

Il tema dell’inclusione è sempre più presente e diverse nicchie si impongono per dar voce a tutte quelle diversità represse per molti anni e considerate “sbagliate”. Grazie anche all’avvento dei social media, emerge il non costruito, la non posa e i vecchi canoni di bellezza si sgretolano per dare spazio alla genuinità e alla spontaneità. Cellulite, rughe, chili in più, peluria in eccesso smettono di essere dei tabù, senza però confondere l’accettarsi con il trascurarsi. Le Culotte de cheval ossessionano più del 65% della popolazione femminile con un’età compresa tra i 19 e i 40 anni, caratterizzate, nella maggior parte dei casi, dalla classica forma a pera, quella ginoide riconoscibile da una struttura esile nella parte superiore e più abbondante in quella inferiore. 

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Le culotte de cheval sono un accumulo di grasso che si concentra principalmente nella zona sottostante il gluteo e la coscia

Cuscinetti che otticamente tendono ad allargare la figura, spesso confuse con la più temuta e comune cellulite. Sono diverse le cause che portano ad evidenziare questa caratteristica. Una cattiva alimentazione, mancanza di attività fisica, eccesso di alcol e fumo, ma anche, molto più banalmente, una predisposizione genetica, una cattiva postura, un uso eccessivo di tacchi e l’utilizzo della pillola anticoncezionale. Per questo motivo, i motori di ricerca di tutto il mondo sono invasi da un’unica e sola domanda:

Quali rimedi… come eliminare le culotte de cheval?

Esercizi e buone abitudini che richiedono del tempo per poterne valutare i risultati. È possibile dividere in tre categorie le soluzioni più adottate: l’attività fisica, dieta mirata e trattamenti estetici specifici. Ottimi gli allenamenti PHA (Peripheral Heart Action), in cui la parte alta del corpo e quella inferiore vengono sfruttate in maniera alternata per una maggiore stimolazione della circolazione sanguigna, circuiti HIIT ad alta intensità, efficaci per bruciare i grassi in eccesso ed accelerare il metabolismo. 

SI a frutta e verdura, carni bianche ed acqua in quantità, almeno 2 litri al giorno. SI anche alla chirurgia estetica per i casi più “gravi” e insidiosi, purché sempre sotto controllo e con il consiglio di un medico all’interno di strutture adatte. Anche i trattamenti linfodrenanti aiutano il sistema linfatico ad eliminare e distribuire in maniera più omogenea i liquidi stagnanti. No categorico a sale, dolci, cibi trattati, fritture, consumo eccessivo di alcol e bevande zuccherine o gassate.

La cura del corpo non solo consente di sentirsi a proprio agio con ciò che si indossa,

ma anche di creare la giusta connessione tra serenità mentale e benessere fisico. È importante imparare ad accettare le proprie forme con la prospettiva futura di un miglioramento, scegliere i capi adeguati per valorizzare i nostri punti di forza. Nel caso specifico delle culotte de cheval gli indumenti più adeguati sono quelli che non segnano la zona “critica”, quindi via libera a tessuti morbidi, non fascianti, leggeri, sfruttando piuttosto capi più aderenti per la parte alta del corpo, solitamente più tonica e sottile. 

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