Roy Halston

e la sua vita estrema sbarcano su Netflix. Le notti allo studio 54, gli abiti di alta moda, il glamour e le star più famose, tutto in una original series che comprenderà 5 episodi e sarà disponibile dal 14 maggio sulla piattaforma rosso bianca.

Elegante, rigoroso e raffinato questo era Roy Halston Frowick meglio conosciuto come Halston

Un uomo che ha saputo rivoluzionare il suo tempo con le proprie creazioni e con la sua umiltà ha raggiunto gli obiettivi che si era imposto, arrivando a superarli. Amato e venerato dalle più famose dive, negli anni Settanta ha vestito moltissime donne diventando il portavoce dello stile americano anche a livello internazionale. Purtroppo come in molti spereranno, la sua vita non si concluderà con un  lieto fine, ma con una lotta contro la malattia e problemi finanziari. Halston resta però per il mondo della moda un vero e proprio mito che finalmente viene celebrato in una serie televisiva diretta dal noto nome Daniel Miahan.

Roy Halston, una vita semplice stravolta dalla fama

Nato in un piccolo paese del midwest, fin dall’infanzia Roy prova una forte passione per la moda che condivide con la nonna, la quale gli insegna le basi del ricamo e del cucito. Successivamente la sua arte si sposta dagli abiti agli accessori, precisamente sui cappelli che crea per la madre e la sorella. In età ormai adulta apre il suo primo negozio a Chicago e diviene capo modista del noto grande magazzino Bergdof Goodman. La vera fama la raggiunge nel 1961 con una creazione ideata appositamente per Jacqueline Kennedy, quell’anno la first lady in carica decise di indossare un copricapo a tamburello nominato Pillbox disegnato da Halston.

Ella lo portò proprio durante l’inaugurazione presidenziale del marito John F. Kennedy, un momento seguito dalla maggior parte degli Stati Uniti. Dopo l’evento, presto tutte le donne del jet set della moda indossano e richiedono le sue creazioni come Diana Vreeland, Marlene Dietrich, Anjelica Huston, Liz Taylor fino a Bianca Jegger.

L’affermazione del brand nell’ambiente fashion

La popolarità cresceva sempre più e così allo stesso modo il sentimento di ampliare il brand, infatti verso la fine degli anni Sessanta apre la sua boutique in Madison Evenue e lancia la sua prima linea di prêt-à-porter, la Halston Limited. Fra gli abiti più venduti lo Chemisier #704 creato nel 1972. Esso è realizzato con un materiale innovativo chiamato Ultrasuede, un tessuto sintetico che emula il camoscio. Oltre al Chemisier, Halston renderà popolare un indumento al tempo semisconosciuto ovvero il caftano, di cui disegnerà alcuni modelli sempre per Jacqueline, ormai cliente habitué della sua maison.

Alla fine degli anni Settanta l’uomo è fra gli stilisti più quotati, un vero e proprio simbolo della moda a stelle e strisce che fa concorrenza perfino ai colleghi oltreoceano come ad esempio Yves Saint Laurent. Qualche anno più tardi, sarà lo stesso Karl Lagerfeld a definirlo come “Il primo della nuova generazione di stilisti a creare il vero stile americano“ e Tom Ford fra coloro che ne prenderanno ispirazione sulle passerelle. Il suo stile non è mai esagerato anzi, fin dagli inizi si distingue dalla massa sostendo una moda minimal che riporta ugualmente nel proprio look con outfit total black dall’eleganza estrema. Secondo la sua opinione, ogni tipologia di decorazione o passamaneria posta su una creazione sartoriale risulta eccessiva. Appunto, i suoi abiti non ne possiedono nemmeno una, ma con loro linee essenziali esprimono ugualmente sensualità ed raffinatezza.

Gli ultimi anni di vita

La vita dello stilista pareva perfetta, possedeva un brand in continua espansione che alla fine degli anni settanta era diventato un impero milionario esteso sia all’arredamento che ai profumi. Il suo nome era sulla bocca di tutti, ogni sera veniva invitato a qualche festa dello Studio 54. E’ stata proprio la routine spericolata di feste, droga ed eccessi che lo ha portato alla rovina: all’inizio degli anni Ottanta perde il controllo del label in seguito a svariate scelte errate in ambito finanziario e l’insuccesso lo fa rifugiare ancor più nelle dipendenze. La cessione del suo nome alla Norton Simon Inc. e la diagnosi di una malattia al tempo semisconosciuta (l’HIV) lo allontanano definitivamente dalle scene fino al 1990, anno della sua morte. Una conclusione drammatica che ha lasciato un vuoto incolmabile.

Roy Halston nell’Original Series di Netflix

Prodotta dal noto regista di serie TV Ryan Murphy, la miniserie composta da cinque puntate ripercorre a 360 gradi la vita lavorativa di Roy Halston. Ognuna di esse avrà un nome, precisamente: Becoming Halston (puntata 1), Versailles (puntata 2), The Sweet Smell of Success (puntata 3), The Party’s Over (puntata 4) e Critics (puntata 5). Titoli emblematici che simboleggiano i vari capitoli di un’esistenza straordinaria ed il decadimento che essa ha comportato. Ad interpretare questo prodigio della moda ci sarà Ewan Mcgregor, attore che ha raggiunto la fama con il film Trainspotting e che per il nuovo ruolo ha svolto un lungo percorso di analisi e ricerca per interpretare al meglio una figura così importante.

Lo stesso Murphy ha seguito l’attore sul set ed ha ammesso:  

«Ewan si è realmente connesso al dolore e al desiderio di Halston, e a quanto sia confuso dover essere un artista e un uomo d’affari allo stesso tempo».

Roy Halston

ci ha fatto sognare durante gli anni Settanta ed oggi ci fa desiderare di aver avuto l’opportunità di poter vivere in quella decade ed ammirare la sua arte. Il 14 maggio è vicino e noi ci mettiamo già comodi per ripercorrere la sua vita assieme a lui.

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