Continua ad allungarsi la lista delle grandi e medie aziende pronte a rendersi disponibili nella lotta contro il Covid-19.Giorgio Armani

e Gucci si sono resi disponibili per accelerare la campagna di vaccinazione in Italia.

Armani e Gucci trasformano le loro sedi in hub per vaccini

La moda italiana, fin da inizio pandemia, ha dimostrato tutta la propria solidarietà nell’aiuto contro la lotta al Coronavirus.

Diverse maison hanno elargito donazioni alla strutture sanitarie e si sono attivate per la produzione di dispositivi medici, tra cui maschere chirurgiche e tute mediche.

Con l’inizio della campagna vaccinale, i Fashion Brands non sono stati da meno e hanno messo a disposizione le proprie sedi.

Carlo Bonomi, il presidente di Confindustria, ha avviato un progetto per mappare le aziende disposte a offrire i propri spazi per la campagna di vaccinazione.

Più di settemila aziende in Italia hanno aderito all’iniziativa in una settimana, dimostrando un grande senso di responsabilità e attenzione verso la comunità.

Sono state offerte più di 10.000 location, inclusi spazi negli aeroporti e nelle stazioni ferroviarie.

Brunello Cuccinelli, ha allestito il Parco della Bellezza di Solomeo ad area interamente adibita alla somministrazione del vaccino.

L’obiettivo è quello di somministrare circa 1.200 dosi a settimana.

Stessa opportunità anche per Prada, Ovs e il gruppo Benetton.

A seguirli e ad aprire le loro porta ora sono anche Armani e Gucci, che renderanno i loro spazi hub per vaccini.

Il primo, ha deciso di mettere a disposizione l’Armani Teatro di via Bergognone 59, ideato da Tadao Ando.

Lo spazio, solitamente adibito alle sfilate del gruppo, diventerà presto un’area dedicata alla campagna.

In questo modo, sarà possibile alleggerire il pesante carico delle strutture sanitarie, che avranno modo di utilizzare le loro risorse per offrire maggiore assistenza e cura.

I dipendenti della casa di moda, che in Italia sono più di tremila, potranno ricevere la dose su base volontaria.

Re Giorgio, si è attivato nella battaglia contro il Covid-19 fin dai primi mesi della pandemia.

A marzo scorso ha infatti promosso una donazione di 1 milione e 250mila euro agli ospedali Luigi Sacco, San Raffaele, Istituto Tumori Milano e Spallanzani di Roma.

La decisione di Gucci è stata invece quella di rendere disponibili uffici, negozi e fabbriche per i suoi dipendenti, più di seimila tra uffici, fabbriche e negozi.

Tra gli spazi offerti vi è anche il Gucci Hub di Milano.

Marco Bizzarri, ceo del brand, ha affermato:

Con l’accelerare della campagna vaccinale, cresce il nostro impegno per l’Italia. Metteremo, con orgoglio, le nostre sedi a disposizione della campagna vaccinale.

Questa iniziativa, che sarà avviata non appena le normative sanitarie nazionali e regionali lo consentiranno, è in linea con il gruppo Kearing.

Questo ultimo lo scorso marzo ha elargito due milioni di euro a favore di diverse campagne.

Inoltre, a dicembre, ha donato 500mila euro a favore dell’Unicef Usa per contribuire alla distribuzione del vaccino nelle aree mondiali con più difficoltà.

Ancora una volta, il fashion system non resta indifferente alle difficoltà del paese e si mette in prima linea per accelerare il processo che, si spera, ci porterà fuori da questo difficile momento storico.

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