L’infanzia è età edenica per antonomasia. Non c’è infanzia senza Peter Pan, senza ingenuità, e fantasia. I bambini vivono di creatività, svincolati dalla ragione. Per loro il mondo è “l’isola che non c’è“, uno spazio protetto dove volano cuore e bellezza. Così, la moda  si ispira spesso all’infanzia e al suo immaginario.

Quando la moda s’ispira all’infanzia nasce l’incanto della creatività

Questo gli stilisti lo sanno da sempre. Dopo il Covid19, molti brand moda bambino puntano su una rinnovata infanzia anche per gli adulti, che possa creare commistioni feconde con il nostro bambino interiore. A rafforzare il rapporto tra moda e infanzia contribuiscono numerosi fattori: trend del momento, quali film Disney o cartoni animati, bambole, e peluche.

“Seconda stella a destra, poi dritto fino al mattino”,

diceva Peter a Wendy, per dare un tocco di freschezza alle collezioni. Il motivo di questa tendenza si può ritrovare in una sorta di slancio vitale verso il futuro, un augurio per un mondo migliore, incorrotto come l’infanzia. Un potere evocativo universale in cui vince l’immaginazione. Un tempo purissimo in cui guardare avanti. I brand moda bambino si accostano a questo tema in modo onirico, surreale, e nostalgico. Numerosi sono i baby brand. Da Moschino bambini a Dolce & Gabbana e Gucci, tutti hanno scelto di tornare alla fantasia.

Le campagne pubblicitarie si orientano verso un’icona innocente, piena di fascino e tenerezza. Louis Vuitton e Gucci hanno creato una sorta di Arcadia popolata di animali fantastici, che convivono in modo kafkiano con la natura. 

Ricordiamo che Jeremy Scott crea per Moschino “My Little Pony”, tirando fuori dal cassetto un profumo alla fragola anni ’80.

Borse a forma di leopardo prendono vita nella collezione infanzia Dolce & Gabbana bambino. La pubblicità suggerisce una sorta di cartolina di Natale: una famiglia riunita intorno a pacchi e regali preziosi. La stessa aura infantile la troviamo in mises baby, che vuole proporsi come un ritorno al passato. Un processo di apprendimento per tornare dopo a essere adulti, mentre la couture di Chanel riprende motivi e colori dell’Abbazia cistercense di Aubazine. Di certo l’influenza dell’infanzia nella moda è davvero significativa. In questo mondo c’è un estremo bisogno di creatività e gioco! Qualità, quella della fantasia, che scarseggia in età adulta. Il bambino invece, qui, trova le stesse gioie del giocattolo nuovo e tanto desiderato. Non è un atteggiamento frivolo, tutt’altro: i pensieri dei bambini sono dolci e meravigliosi. La moda s’infonde nell’onirica infanzia per ritrovare bellezza ed estetica laconiche, mai noir, mai tristi. Solo chi sogna sa volare!, ci ricorda Peter Pan.

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