Il rosso vivo simbolo del Salone del Mobile di Milano sembra intonarsi perfettamente con quello laccato e più scuro che in Cina è colore benaugurante e portafortuna. Perché di buoni auspici c’è sempre bisogno quando si parla di affari e di business e a mettersi in gioco sono le forze più belle dell’industria dell’arredo e del design Made in Italy.

Shanghai è una megalopoli da 27 milioni di abitanti che diventano 51 se si considera tutta l’area metropolitana.

La capitale economica della Cina, al primo posto tra le città più popolose del mondo, ospita la quarta edizione del Salone del Mobile Milano-Shanghai

Un appuntamento nato quasi in sordina nel 2016 e con più di qualche complicazione. Oggi invece è capace di intestarsi il primato del più importante evento italiano nel Paese.

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Allo Shanghai Exhibition Center, edificio costruito in nome dell’amicizia cino-sovietica a metà degli anni ’50 nel cuore di Nanjing Road, il centro dello shopping di lusso più esclusivo in città, entrano in gioco 127 aziende del settore. I top players dell’industria italiana dell’arredo tra cui 25 new entry.

Ma la lista di attesa è sempre più lunga perché sono in tanti oggi a volersi mettere in mostra sugli ottomila metri quadrati del SEC, in questo evento che catalizza l’attenzione di 20 mila visitatori selezionatissimi. I migliori architetti, giornalisti, dealers cinesi passati al vaglio rigoroso di una commissione di settanta persone, inflessibili nello scegliere il meglio.

“Il primo anno abbiamo sbagliato”, racconta Claudio Luti, presidente della rassegna. “Avevamo lasciato l’ingresso libero e siamo stati letteralmente travolti dal pubblico.

I cinesi erano ovunque, entravano in tutti gli stand, toccavano, fotografavano…Noi ci eravamo praticamente asserragliati all’ interno, come in un fortino. E’ lì che abbiano capito che dovevamo fare una selezione del pubblico affinché l’evento diventasse davvero rilevante per entrambi i Paesi, l’Italia e la Cina.Salone del Mobile Milano Shanghai Life&People Magazine lifeandpeople.itOggi, per la prima volta, siamo il primo esportatore qui, un primato strappato ai tedeschi. Nel 2018, l’export ha raggiunto i 531 milioni di euro. Ma abbiamo intenzione di migliorare ulteriormente”. Per il presidente di Federlegno Arredo Eventi, Emanuele Orsini, la grande forza dell’industria italiana del settore è anche quella di sapersi rinnovare.

”Noi abbiano una manualità unita alla tecnica che non teme copia”, spiega Orsini. “Il savoir-faire dei nostri artigiani, insieme alle eccellenze della tecnologia delle imprese, è talmente alto da essere apprezzato dal mercato cinese, oggi sempre più preparato. Il mobile italiano lo hanno imparato nel tempo a conoscere e riconoscere.

Un “bello e ben fatto” di un’industria che fa sistema. Un settore che si presenta unito. A testimoniarlo nella giornata di apertura, accanto ai presidenti Orsini e Luti, il governatore della Lombardia, Attilio Fontana, l’assessore alle politiche del lavoro del comune di Milano, Cristina Tajani.

E ancora, il sottosegretario agli Esteri, Ivan Scalfarotto, il presidente dell’ICE, Carlo Ferro e David Zhong, presidente di VNU Exhibitions Asia.

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Nell’anniversario dei 500 anni della morte di Leonardo da Vinci, il salone del Mobile Milano Shanghai porta in Cina la video istallazione “De Signo” a cura di Davide Rampello, presentata lo scorso aprile  durante la settimana di rassegna milanese.

“Milano resta la nostra casa, l’evento più importante, quello che ci ha fatto conoscere nel mondo”, spiega Luti. “Una formula che dovrebbe essere presa a modello anche da altri settori. E che noi oggi esportiamo con successo”. 

E che l’impresa del mobile qui funzioni bene lo ribadiscono anche i 40 anni di  gemellaggio tra Milano Shanghai, una collaborazione tra due città capaci di guardare al business, alla grande storia del passato ma soprattutto al futuro.

Come testimoniano i giovani partecipanti al Salone Satellite, il palcoscenico dei new talents , il  mondo perfetto ideato da Marva Griffin Wilshire, la mamma del design dell’avvenire. “Qui in Cina, sono bravissimi”, ci dice la Griffin. 

“La qualità è altissima come testimoniano i vincitori”. Cinquantatre i  concorrenti scelti tra le migliori scuole e Accademie di design in Cina, tre vincitori più una menzione speciale.

Un’ età media di ventidue anni e il sogno di diventare famosi. Se ci riusciranno, sarà grazie anche all’Italia che ora li aspetta in occasione del prossimo Salone del Mobile, a Milano. Ospiti di una manifestazione dove potranno entrare in contatto con le migliori aziende dell’arredo Made in Italy e con i loro beniamini, architetti e designers, i migliori al mondo del settore.

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Tre, Rodolfo Dordoni, Ferruccio Laviani e Patricia Urquiola hanno già regalato loro un assaggio con le Master class del Salone a Shanghai. Incontri-confronti in un tete-à-tete con architetti cinesi che hanno fatto il pienone di pubblico.

“Qui c’è un mondo di giovani affamati di design italiano e di conoscenza di questo settore”, ricorda Claudio Luti che il prossimo Dicembre sarà insignito dell’Ambrogino d’oro, massima onorificenza  del comune di Milano riservata ai personaggi che danno lustro alla città, testimonianza della cultura seria e operosa del territorio.

“Perché le cose si concretizzino bene qui, dopo il Salone del Mobile Milano- Shanghai, bisogna continuare a lavorare. Questi tre giorni sono importantissimi ma poi si deve continuare a costruire sul territorio. Quando l’Italia si muove e riesce a portare in giro la sua cosa più bella, la creatività, non ce n’è per nessuno. Dobbiamo sempre mantenere viva  questa voglia di fare sistema”.

 

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