A Milano arriva la seconda edizione degli Oscar della Green Fashion

//A Milano arriva la seconda edizione degli Oscar della Green Fashion

L’impronta ecologica dei prodotti moda sarà il tema principale affrontato in occasione della seconda edizione del Green Fashion Awards

La Scala di Milano il prossimo 23 settembre diventerà una fucina di stilisti, maison del lusso e designer emergenti. Si potrà “respirare” e “vivere” il fermento artistico e culturale legato all’innovazione sostenibile.

Cambiamento, uno degli elementi fondamentali che sta fortemente caratterizzando il fashion system e le sue tendenze.

La Green Fashion, che oggi costituisce uno degli “hot topic” del modo del lusso e una delle guideline dei trend culturali ed estetici degli ultimi anni. Costituisce un esempio importante e rilevante.

La significatività della Green Fashion è oramai chiara al punto che lo scorso anno è stato sviluppato il Green Carpet Fashion Awards

una sorta di “Oscar” della moda sostenibile, che ha premiato e valorizzato l’impegno e le soluzioni proposte dagli italiani Brunello Cucinelli e Pierpaolo Piccioli.

La seconda edizione, programmata per il prossimo 23 settembre, avrà luogo alla Scala di Milano. 

Saranno presenti stilisti, maison del lusso e designer emergenti che operano per rendere l’innovazione il loro obiettivo e la base del loro disegno imprenditoriale.

L’evento del prossimo settembre è patrocinato da Camera nazionale della moda italiana in collaborazione con Eco-Age. Avrà come tema l’impronta ecologica dei prodotti moda analizzati in relazione al senso d’appartenenza e al valore culturale del modello artigianale.

Sebbene la Green Fashion possa apparire una moda dei nostri giorni, data la sua crescente importanza, trova – in realtà – le sue vere e profonde radici negli anni ‘90. Vogue allora destinò autorevolmente 25 pagine ad uno speciale sulla moda sostenibile.

Il New York Times pubblicò un articolo alla Green fashion dal titolo “The Green Movement in the Fashion World”. Il vero processo di sperimentazione in questo campo è, infatti, iniziato negli anni Novanta. I designer allora provavano i primi tessuti eco-compatibili ai fini di favorire e diffondere una cultura maggiormente basata sul “riciclo creativo”.

 Green Fashion

Green Fashion Awards

Tra i primi che sfilarono sui catwalk con capi “green e sostenibili” si annoverano Martin Margiela e Franco Moschino

proposero, rispettivamente nel 1988 e 1989, un abito da sera realizzato grazie a tessuti riciclati e una t-shirt riportante lo “Stop Using Our Oceans as a W.C.”. Un monito per richiedere ai consumatori di smettere di trattare gli oceani come acque di scarico.

Sono stati i grandi stilisti come Lamine Kouyaté e Giorgio Armani, coloro che per primi hanno iniziato a proporre e ricercare soluzioni capaci di colpire e sorprendere il pubblico. Un punto di vista dell’etica e della sostenibilità e non solo della forma.

La Green Fashion è un movimento che nasce dalla fusione di esigenze sociali-etiche, economiche ed ambientali. Deriva dalla combinazione della superiore tensione verso la sostenibilità, l’etica e l’attenzione all’ambiente.

Una crescente necessità del settore della moda di proporre nuovi modelli di business. Innovativi, e, capaci di creare e dare valore al cliente attraverso l’erogazione di un valore differenziale ed incrementale.

Considerando la prospettiva etica si evidenzia come la sostenibilità si riferisca anche al rispetto dei diritti umani e degli animali. La Camera Nazionale della Moda Italiana, nell’ambito del tavolo di lavoro per la sostenibilità, ha delineato le linee guida relativamente all’impiego delle sostanze chimiche nei processi di produzione. Approvvigionamento delle materie prime e controllo della catena di fornitura.

La tensione verso l’uso di materiali eco-friendly, ecologici e rinnovabili, trova giustificazione anche in report di settore

I dati di Altrocononsumo evidenziano, infatti, come l’industria manifatturiera, con particolare riferimento a quella tessile, è il secondo business più inquinante al mondo.

Ad avvalorare questo scenario è stata anche la ricerca del 2017 condotta da IUCN, intitolata “Primary Microplastics in the Ocean”. Il 35% delle microplastiche primarie, riversate in mare, derivano dalle microfibre dei tessuti sintetici.

Oggi, tra i marchi a livello internazionale con un maggior focus verso la sostenibilità, si annoverano Stella McCartney, vera pioniera della moda etica, Vivianne Westwood e gli italiani Versace e Furla.

Francesca Rizzi

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2018-08-02T12:00:49+00:00Fashion & People|